{"id":197,"date":"2015-02-16T15:30:23","date_gmt":"2015-02-16T14:30:23","guid":{"rendered":"http:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/?p=197"},"modified":"2015-03-02T14:06:22","modified_gmt":"2015-03-02T13:06:22","slug":"il-golpe-sventato-e-la-formula-magica-del-31f","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/?p=197","title":{"rendered":"IL GOLPE SVENTATO E LA FORMULA &#8220;MAGICA&#8221; DEL 31F."},"content":{"rendered":"<div class=\"_5pbx userContent\">\n<p>Il nuovo editoriale di <strong><a class=\"profileLink\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/geraldina.colotti\">Geraldina Colotti<\/a><\/strong> per <strong><a class=\"profileLink\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pages\/Caracas-ChiAma\/415861558579315\">Caracas ChiAma<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prove di golpe in Venezuela. Un gruppo di ufficiali dell&#8217;aviazione, in combutta con personaggi diell&#8217;opposizione e solidi appoggi in Nordamerica, progettava di uccidere il presidente, bombardare Miraflores e prendere la guida del paese, confidando in una nuova esplosione di guarimbas (micidiali tecniche di guerriglia di strada inventate dall&#8217;estrema destra). Questa la denuncia di Nicolas Maduro, che ha diffuso i particolari del piano con tanto di mappe, nomi e cognomi. Un carnevale di sangue nel Carnevale in corso in Venezuela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sull&#8217;efficacia di un pianosimile, per fortuna, \u00e8 lecito dubitare. Quell&#8217;aereo Tucano \u201cimportato dall&#8217;estero\u201d per sganciare gli ordigni avrebbe fatto poca strada nei cieli della capitale: per la reazione delle Forze armate, nella stragrande maggioranza leali algoverno, e per quella del popolo venezuelano, sempre allerta in momenti di crisi come quella attuale.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia, all&#8217;interno dell&#8217;opposizione venezuelana esiste una vena golpista che non \u00e8 mai venuta meno. I volti dei principali dirigenti delle destre, che hanno organizzato le violente proteste dell&#8217;anno scorso per chiedere la cacciata di Maduro dal governo (e la sua eliminazione), sono sempre l\u00ec a rappresentarla. Per iniziare, Maria Corina Machado, la grande amica di George W. Bush e fondatrice di Sumate (emanazione della Cia). La sua firma figurava fra le trecento che hanno appoggiato il governo-lampo di Carmona Estanga -capo della locale Confindustria- instaurato dopo il golpe contro Ch\u00e1vez del 2002. Poi, Leopoldo Lopez (Voluntad Popular), che allora attacc\u00f2 l&#8217;ambasciata cubana col personale dentro. Con lui c&#8217;era un altro noto personaggio: Henrique Capriles (PrimeroJusticia), candidato dell&#8217;opposizione (sempre perdente), prima contro Chavez poi contro Maduro. E ancora, Antonio Ledezma (sindaco della Gran Cacaras), noto repressore di studenti nella IV Repubblica. Dallo stesso album di famiglia emergono poi certe gerarchie ecclesiastiche, che restano ancora \u201cun partito\u201dd&#8217;opposizione. Senza dimenticare il peso dei grandi media privati, cherispondono sempre agli stessi padroni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella storia delle Forze Armate venezuelane, la vocazione golpista e autoritaria \u00e8 andata progressivamente scemando in favore di quella nazionalista e socialista. Come ha documentato nelle sue interviste il giornalista Jos\u00e9 Vicente Rangel, gi\u00e0 all&#8217;indomani dell&#8217;insurrezione civico-militare del 4 Febbraio &#8217;92 Ch\u00e1vez precisava che lui e gli ufficiali progressisti non avevano niente a che fare con le svolte autoritarie che stavano progettando alcune \u00e9lite militari. E a chi lo considerava un \u201cgolpista diprofessione\u201d, rispondeva: \u201cNeanche per idea. Sono un militante delle lotte sociali, un rivoluzionario impegnato nella causa del popolo. Sono stato un cospiratore per necessit\u00e0 storica, dopo aver riflettuto sul massacro del Caracazo, il 27 febbraio del 1989, che ha mostrato la crisi strutturale di questo sistema. Come diceva Gramsci, il vecchio muore, ma il nuovo fa fatica anascere&#8230;\u201d. Per spiegare quel che stava succedendo, Ch\u00e1vez riprese una\u201cformula matematica\u201d usata dai movimenti allora: 27 Febbraio (il caracazo) + 4 Febbraio (la ribellione civico-militare)= 31 Febbraio: 31F; una terza via, utopica e diversa, un giorno che non esiste sul calendario, \u201cpor ahora\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi, l&#8217;unione civico-militare permea tutti i livelli della vita politica, economica e sociale: dagli ex ufficiali che governano, a quelli che portano nelle regioni indigene gli elettrodomestici forniti dal governo per le case popolari. La composizione \u201cideologica\u201d dell\u2019esercito \u00e8 varia: ce ne sono di pi\u00f9 marxisti o pi\u00f9 nazionalisti, pi\u00f9 convinti che si debba difendere il socialismo o pi\u00f9 convinti che si debba comunque essere leali al governo quale che sia. L&#8217;immagine degli Alti comandi che hanno manifestato a pugno chiuso fedelt\u00e0 al socialismo non \u00e8 di facciata. Come \u00e8 realt\u00e0 che vi sia qualche corrente interna che sogna di utilizzare a fini politici un colpo di mano militare. Cos\u00ec come \u00e8 vero che anche la destra (votata da oltre il 40% della popolazione) ha la sua influenza sulle forze armate. \u201cLe Forze armate non devono essere al servizio del socialismo. Vedere gli alti comandi che gridano &#8216;Patria socialista&#8217; mostra che sono state trasformate in un partito politico\u201d, ha detto Roberto Enriquez, presidente del partito Copei (equivalente della ex Democrazia cristiana in Italia). A suo modo, ha ragione. Quella venezuelana, non sar\u00e0 l&#8217;Armata rossa di Lenin, ma \u00e8 un esercito del popolo. Al servizio e al fianco del popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gruppi di ufficiali legati alle destre e al grande capitale internazionale hanno condotto il golpe contro Ch\u00e1vez del 2002, e spuntano sempre fuori durante le violenze eversive o i tentativi destabilizzanti. Perci\u00f2, seppure in questo caso hanno fallito grazie all&#8217;attivit\u00e0 di prevenzione dell&#8217;intelligence bolivariana, e per l\u2019elevato tasso di cialtroneria che sembra contraddistinguere le loro azioni, non sfugge che il Venezuela \u00e8 sottoposto a un costante livello di pressione interna: simile a una guerra di debole intensit\u00e0 pronta a raggiungere il picco secondo il copione di Gene Sharp, che, dalla ex-Jugoslavia in poi, si insegna nelle scuole della Cia. Cos\u00ec, se quel Tucano si fosse alzato in volo, di certo visarebbero stati morti, e questo avrebbe offerto altre corde all&#8217;arco della propaganda mediatica contro il socialismo bolivariano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per i media nostrani, vale la logica dei due pesi e due misure. In Italia, pugno di ferro contro chi tira una molotov contro le betoniere, e tribunale per uno scrittore non genuflesso come Erri De Luca; in Venezuela, apologia della \u201crivolta dei ricchi\u201d: anche quando sgozzano con le guarimbas, bruciano gli scuolabus o i gabbiotti del metro con gli operai dentro, restano \u201csinceri democratici\u201d oppressi dal \u201cregime\u201d. In Italia, applausi ai poliziotti che torturano, ai fascisti e ai razzisti al governo, e 41 bis ai detenuti \u201cpericolosi\u201d; in Venezuela, urla, strepiti e schiamazzi contro \u201cl&#8217;insicurezza\u201d se il chavismo lavora per risolvere le cause e non gli effetti, salvo poi gridare \u201cal tiranno\u201d se chi commette un delitto viene messo in galera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Premesso che \u00e8 sempre buona norma per i movimenti e per i rivoluzionari guardarsi dall&#8217;eccesso di identificazione con l\u2019 \u201cordine istituito\u201d (soprattutto quando lo stato \u201csocialista\u201d \u00e8 la risultante di un compromesso fra le classi e non \u2013 come sidiceva una volta \u2013 espressione del potere del proletariato organizzato nel suo partito), difendere il socialismo bolivariano ha una portata concreta e simbolica che va al di l\u00e0 del contingente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal colpo di stato sventato,emergono due immagini forti: quella degli alti comandi militari bolivariani che gridano \u201cPatria socialista\u201d a pugno chiuso; e il \u201cManifesto per la transizione\u201d, che i golpisti avrebbero pubblicato su un grande quotidiano nazionale come inserzione pubblicitaria e che avrebbe costituito il segnale d&#8217;avvio per gli ufficiali golpisti. Un documento i cui punti sarebbero condivisibili per qualunque \u201csinistra\u201d europea asservita alla Troika, e che prevedono il ritorno a un sistema di governo bocciato dal popolo 15 anni fa. E c&#8217;\u00e8 da scommettere che le affermazioni del presidente del Copei troveranno, a \u201csinistra\u201d, pi\u00f9 consenso di quegli alti comandi a pugno chiuso. Poco importa se il governo venezuelano da 15 anni viene laureato dalle urne con una partecipazioneelettorale impensabile per le \u201cmaggioranze\u201d italiane o europee. Poco importa sequell&#8217;esercito \u201ca pugno chiuso\u201d non viene impiegato per \u201cle guerre umanitarie\u201do le avventure libiche, ma per compiti di pace e sviluppo. E non si tratta del legittimo timore che pu\u00f2 rappresentare una divisa militare in un paese, come ilnostro, con il suo persistente sottofondo fascista. A disturbare \u00e8 proprio quel pugno chiuso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto geograficamente lontano, infatti, evoca ancora una grande paura: la paura delle masse, del socialismo e della rivoluzione, rimossa nel calderone del consociativismo, del pentitismo e della dissociazione. Una paura che ha allontanato persino il ricordo della \u201crivoluzione dei garofani\u201d, attuata dai militari progressisti contro il regime autoritario di Antonio Salazar in Portogallo, nel 1974. Figuriamoci il \u201ccortocircuito \u201cdeterminato da Ch\u00e1vez nelle \u201cdemocrazie puntofijiste\u201ddella IV Repubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">S\u00ec, \u00e8 proprio quel pugno chiuso per il governo che fa paura e che disturba. Che complica il cammino della solidariet\u00e0 internazionale.<br \/>\nChe rende arduo ma urgente il percorso verso il nostro&#8230; 31 Febbraio.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<div class=\"mtm\">\n<div class=\"_5cq3\">\n<div id=\"u_0_r\" class=\"_46-h _4-ep\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"_46-i img aligncenter\" src=\"https:\/\/fbcdn-sphotos-e-a.akamaihd.net\/hphotos-ak-xpf1\/v\/t1.0-9\/q82\/s480x480\/983859_1572924039591487_8162383754413033029_n.jpg?oh=6c818a5387feb84b0d6655f7d4776ffc&amp;oe=55576BDB&amp;__gda__=1435778899_ad62b821ce8a4c5af7dc648005dc7e7c\" alt=\"IL GOLPE SVENTATO E LA FORMULA &quot;MAGICA&quot; DEL 31F.&lt;\/p&gt;&lt;br \/&gt; &lt;p&gt;Il nuovo editoriale di Geraldina Colotti per Caracas ChiAma.&lt;\/p&gt;&lt;br \/&gt; &lt;p&gt;Prove di golpe in Venezuela. 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Quell'aereo Tucano \u201cimportato dall'estero\u201d per sganciare gli ordigni avrebbe fatto poca strada nei cieli della capitale: per la reazione delle Forze armate, nella stragrande maggioranza leali algoverno, e per quella del popolo venezuelano, sempre allerta in momenti di crisi come quella attuale.&lt;\/p&gt;&lt;br \/&gt; &lt;p&gt;Tuttavia, all'interno dell'opposizione venezuelana esiste una vena golpista che non \u00e8 mai venuta meno. I volti dei principali dirigenti delle destre, che hanno organizzato le violente proteste dell'anno scorso per chiedere la cacciata di Maduro dal governo (e la sua eliminazione), sono sempre l\u00ec a rappresentarla. Per iniziare, Maria Corina Machado, la grande amica di George W. Bush e fondatrice di Sumate (emanazione della Cia). La sua firma figurava fra le trecento che hanno appoggiato il governo-lampo di Carmona Estanga -capo della locale  Confindustria- instaurato dopo il golpe contro Ch\u00e1vez del 2002. Poi, Leopoldo Lopez (Voluntad Popular), che allora attacc\u00f2 l'ambasciata cubana col personale dentro. Con lui c'era un altro noto personaggio: Henrique Capriles (PrimeroJusticia), candidato dell'opposizione (sempre perdente), prima contro Chavez poi contro Maduro. E ancora, Antonio Ledezma (sindaco della Gran Cacaras), noto repressore di studenti nella IV Repubblica. Dallo stesso album di famiglia emergono poi certe gerarchie ecclesiastiche, che restano ancora \u201cun partito\u201dd'opposizione. Senza dimenticare il peso dei grandi media privati, cherispondono sempre agli stessi padroni.&lt;\/p&gt;&lt;br \/&gt; &lt;p&gt;Nella storia delle Forze Armate venezuelane, la vocazione golpista e autoritaria \u00e8 andata progressivamente scemando in favore di quella nazionalista e socialista. Come ha documentato nelle sue interviste il giornalista Jos\u00e9 Vicente Rangel, gi\u00e0 all'indomani dell'insurrezione civico-militare del 4 Febbraio '92 Ch\u00e1vez precisava che lui e gli ufficiali progressisti non avevano niente a che fare con le svolte autoritarie che stavano progettando alcune \u00e9lite militari.  E a chi lo considerava un \u201cgolpista diprofessione\u201d, rispondeva: \u201cNeanche per idea. Sono un militante delle lotte sociali, un rivoluzionario impegnato nella causa del popolo. Sono stato un cospiratore per necessit\u00e0 storica, dopo aver riflettuto sul massacro del Caracazo, il 27 febbraio del 1989, che ha mostrato la crisi strutturale di questo sistema. Come diceva Gramsci, il vecchio muore, ma il nuovo fa fatica anascere...\u201d. 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Come \u00e8 realt\u00e0 che vi sia qualche corrente interna che sogna di utilizzare a fini politici un colpo di mano militare. Cos\u00ec come \u00e8 vero che anche la destra (votata da oltre il 40% della popolazione) ha la sua influenza sulle forze armate. \u201cLe Forze armate non devono essere al servizio del socialismo. Vedere gli alti comandi che gridano 'Patria socialista' mostra che sono state trasformate in un partito politico\u201d, ha detto Roberto Enriquez, presidente del partito Copei (equivalente della ex Democrazia cristiana in Italia). A suo modo, ha ragione. Quella venezuelana, non sar\u00e0 l'Armata rossa di Lenin, ma \u00e8 un esercito del popolo. Al servizio e al fianco del popolo.&lt;\/p&gt;&lt;br \/&gt; &lt;p&gt;Gruppi di ufficiali legati alle destre e al grande capitale internazionale hanno condotto il golpe contro Ch\u00e1vez del 2002, e spuntano sempre fuori durante le violenze eversive o i tentativi destabilizzanti. Perci\u00f2, seppure in questo caso hanno fallito grazie all'attivit\u00e0 di prevenzione dell'intelligence bolivariana, e per l\u2019elevato tasso di cialtroneria che sembra contraddistinguere le loro azioni, non sfugge che il Venezuela \u00e8 sottoposto a un costante livello di pressione interna: simile a una guerra di debole intensit\u00e0 pronta a raggiungere il picco secondo il copione di Gene Sharp, che, dalla ex-Jugoslavia in poi, si insegna nelle scuole della Cia. Cos\u00ec, se quel Tucano si fosse alzato in volo, di certo visarebbero stati morti, e questo avrebbe offerto altre corde all'arco della propaganda mediatica contro il socialismo bolivariano.&lt;\/p&gt;&lt;br \/&gt; &lt;p&gt;Per i media nostrani, vale la logica dei due pesi e due misure. In Italia, pugno di ferro contro chi tira una molotov contro le betoniere, e tribunale per uno scrittore non genuflesso come Erri De Luca; in Venezuela, apologia della \u201crivolta dei ricchi\u201d: anche quando sgozzano con le guarimbas, bruciano gli scuolabus o i gabbiotti del metro con gli operai dentro, restano \u201csinceri democratici\u201d oppressi dal \u201cregime\u201d. In Italia, applausi ai poliziotti che torturano, ai fascisti e ai razzisti al governo, e 41 bis ai detenuti \u201cpericolosi\u201d; in Venezuela, urla, strepiti e schiamazzi contro \u201cl'insicurezza\u201d se il chavismo lavora per risolvere le cause e non gli effetti, salvo poi gridare \u201cal tiranno\u201d se chi commette un delitto viene messo in galera.&lt;\/p&gt;&lt;br \/&gt; &lt;p&gt;Premesso che \u00e8 sempre buona norma per i movimenti e per i rivoluzionari guardarsi dall'eccesso di identificazione con l\u2019 \u201cordine istituito\u201d (soprattutto quando lo stato \u201csocialista\u201d \u00e8 la risultante di un compromesso fra le classi e non \u2013 come sidiceva una volta \u2013 espressione del potere del proletariato organizzato nel suo partito), difendere il socialismo bolivariano ha una portata concreta e simbolica che va al di l\u00e0 del contingente.&lt;\/p&gt;&lt;br \/&gt; &lt;p&gt;Dal colpo di stato sventato,emergono due immagini forti: quella degli alti comandi militari bolivariani che gridano \u201cPatria socialista\u201d a pugno chiuso; e il \u201cManifesto per la transizione\u201d, che i golpisti avrebbero pubblicato su un grande quotidiano nazionale come inserzione pubblicitaria e che avrebbe costituito il segnale d'avvio per gli ufficiali golpisti. Un documento i cui punti sarebbero condivisibili per qualunque \u201csinistra\u201d europea asservita alla Troika, e che prevedono il ritorno a un sistema di governo bocciato dal popolo 15 anni fa. E c'\u00e8 da scommettere che le affermazioni del presidente del Copei troveranno, a \u201csinistra\u201d, pi\u00f9 consenso di quegli alti comandi a pugno chiuso. Poco importa se il governo venezuelano da 15 anni viene laureato dalle urne con una partecipazioneelettorale impensabile per le \u201cmaggioranze\u201d italiane o europee. Poco importa sequell'esercito \u201ca pugno chiuso\u201d non viene impiegato per \u201cle guerre umanitarie\u201do le avventure libiche, ma per compiti di pace e sviluppo. E non si tratta del legittimo timore che pu\u00f2 rappresentare una divisa militare in un paese, come ilnostro, con il suo persistente sottofondo fascista. 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