{"id":287,"date":"2015-03-02T15:59:29","date_gmt":"2015-03-02T14:59:29","guid":{"rendered":"http:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/?p=287"},"modified":"2015-03-10T11:09:56","modified_gmt":"2015-03-10T10:09:56","slug":"donne-schiave-del-potere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/?p=287","title":{"rendered":"Donne: schiave del Potere"},"content":{"rendered":"<p class=\"mce-widget mce-btn\"><strong>\u00a0<\/strong>di <strong>Maddalena Celano<\/strong>, p<span class=\"createdate\">ubblicato il 28 febbraio 2015 su <a href=\"www.ilsudest.it\" target=\"_blank\"><strong>www.ilsudest.it<\/strong><\/a><\/span><\/p>\n<div class=\"article-tools clearfix\" style=\"text-align: justify\"><span class=\"createdate\"><a href=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/03\/lydia-cacho-tras-la-entrevista-con-efe_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-288\" src=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/03\/lydia-cacho-tras-la-entrevista-con-efe_1.jpg\" alt=\"lydia-cacho-tras-la-entrevista-con-efe_1\" width=\"511\" height=\"731\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><\/div>\n<div class=\"article-content\" style=\"text-align: justify\"><strong><br \/>\n<\/strong>Un inquietante e scandaloso dossier-giornalistico, un Fandango Tascabili(Collana Documenti), copertina bianca ed abbastanza maneggevole, riporta sin dalla prima pagina (l\u2019 introduzione, a pag. 9) questo aneddoto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201c<i>Quando avevo sette anni mia madre raccomandava a me e mia sorella Sonia, ogni volta che uscivamo in strada, di evitare la \u201cruba-bambine\u201d, una vecchia nota nel quartiere perch\u00e9 rapiva le femmine; le attirava regalando caramelle e poi le vendeva ad estranei. La parola equivalente in inglese, &#8220;kindnapper&#8221;, attualmente \u00e8 utilizzata per indicare il sequesto di persone di qualsiasi et\u00e0. Quarant\u2019 anni dopo quelle lezioni infantili, ho scoperto che ci\u00f2 che da piccola mi sembrava un aneddoto tratto da un racconto di Dickens era diventato, con il passare del tempo, uno dei problemi pi\u00f9 seri del XXI secolo. La societ\u00e0 in generale tende a considerare la tratta di bambine e donne come una reminiscenza di un passato in cui la \u201ctratta delle bianche\u201d era un commercio minore proprio dei pirati che sequestravano donne per venderle a bordelli di paesi lontani. Credevamo che la modernizzazione e le forze del mercato globale l\u2019 avrebbero sradicata e che gli abusi contro l\u2019 infanzia negli angoli sperduti del \u201cterzo-mondo\u201d sarebbero scomparsi al semplice contatto con le leggi occidentali e l\u2019 economia di mercato. La ricerca che \u00e8 alla base di questo libro dimostra esattamente il contrario. Il mondo sta sperimentando un autentico boom di reti organizzate che rapiscono, comprano e schiavizzano bambine e donne; le stesse forze che, in teoria, avrebbero dovuto sradicare la schiavit\u00f9 l\u2019 hanno invece potenziata a livelli inauditi. In tutto il pianeta stiamo assistendo allo sviluppo di una cultura che tende a rendere normali il rapimento, la sparizione, la compravendita e la corruzione di bambine e adolescenti, allo scopo di trasformarle in oggetti sessuali da affittare o vendere; una cultura che per di pi\u00f9 promuove la mercificazione dell\u2019 essere umano come fosse un atto di libert\u00e0 o progresso. Soggiogate da un\u2019 economia di mercato disumanizzante, che ci \u00e8 stata imposta come destino ineluttabile, milioni di persone considerano la prostituzione un male minore e scelgono di ignorare lo sfruttamento e i maltrattamenti che comporta, insieme a un sempre maggior potere del crimine organizzato, dove pi\u00f9 dove meno, nel mondo intero. Nella mappa internazionale del crimine organizzato mafiosi, politici, militari, imprenditori, industriali, guide religiose, banchieri, poliziotti, giudici, sicari e uomini comuni costituiscono un\u2019 enorme catena che resiste da secoli. La differenza tra delinquenti solitari, o piccoli raggruppamenti di bande locali, e reti criminali globalizzate consiste nelle strategie d\u2019 azione, nei codici di comportamento e nelle tecniche di mercato&#8230;La tratta di esseri umani, documentata in 175 nazioni \u2013 mette in luce la debolezza del capitalismo globale e la disparit\u00e0 provocata dalle regole economiche dei paesi pi\u00f9 potenti; ma, soprattutto, evidenzia come la crudelt\u00e0 umana e i processi culturali che l\u2019 hanno rafforzata siano diventati un fenomeno ordinario. Ogni anno nel mondo 1.390.000 persone, nella stragrande maggioranza donne e bambine, sono ridotte allo stato di schiavit\u00f9\u2026.\u201d.<\/i><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/03\/lydia-cacho-654654654.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-291 size-full\" src=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/03\/lydia-cacho-654654654.jpg\" alt=\"lydia-cacho-654654654\" width=\"250\" height=\"269\" \/><\/a>L\u2019 autrice, Lidya Mar\u00eda Cacho, giornalista e scrittrice messicana, nata al Citt\u00e0 del Messico, il 12 aprile di 1963, \u00e8 figlia di Oscar Roveri Cacho e Paulette Ribeiro Monteiro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Artefice ed ideatrice di varie opere di impatto sociale, \u00e8 stata premiata in varie occasioni per il suo lavoro giornalistico. Lydia Cacho \u00e8 anche riconosciuta attivista per i diritti umani, in particolare i diritti della donna, membra della <b>Rete Internazionale dei Giornalisti con una Visione di Genere<\/b>, nell&#8217;anno 2000 fond\u00f2 un <b>Centro Integrato di Attenzione alle Donne, CIAM<\/b> a Canc\u00fan, si tratta di un centro specializzato che studia la condizione delle donne, di bambini e bambine, vittime di violenza domestica e sessuale. Cacho ha vinto il <a title=\"Premio Francisco Ojeda al Valor Period\u00edstico (la pagina non esiste)\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Premio_Francisco_Ojeda_al_Valor_Period%C3%ADstico&amp;action=edit&amp;redlink=1\"><b>Premio Francisco Ojeda al Valor Period\u00edstico<\/b><\/a><b> <\/b>e nel 2006 Cacho si \u00e8 impegnata in prima persona nelle indagini e nella soluzione di casi irrisolti, ripetuti e numerosi, di omicidi e abusi su donne a <a title=\"Ciudad Ju\u00e1rez\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ciudad_Ju%C3%A1rez\">Ciudad Ju\u00e1rez<\/a>. Nel 2007 <a title=\"Amnesty International\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Amnesty_International\">Amnesty International<\/a> le ha assegnato il &#8220;<b>Ginetta Sagan Award for Women and Children&#8217;s Rights<\/b>&#8221; e nel 2008 ha ricevuto <b>l&#8217;UNESCO\/Guillermo Cano World Press Freedom Prize<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lydia Cacho fu a sua volta perseguitata e torturata per aver investigato sulla tratta delle persone, dovette lasciare la sua casa a Cancun &#8211; quella vicino al mare e che \u00e8 la sua fonte di energia &#8211; per minacce di morte. <i>&#8220;Se continua ad investigare, la faremo a pezzetti la sua famiglia&#8221;<\/i>, le dissero. Non era la prima volta che riceveva simili minacce. Con la pubblicazione del suo secondo dossier giornalistico, <i>&#8216;I Demoni dell&#8217;Eden&#8217;<\/i>, non sub\u00ec solo minacce di morte: soffr\u00ec perfino la detenzione arbitraria della Polizia che la port\u00f2 ad affrontare le peggiori ore della sua vita. Ma questa volta il tono delle minacce era pi\u00f9 serio del solito. Lydia prese un volo verso l&#8217;Europa e si rifugi\u00f2 in U.K., con la decisione di continuare a parlare del tema che \u00e8 l&#8217;asse del suo lavoro: la violenza contro la donna. Il suo dossier giornalistico: <i>&#8216;Schiave del potere&#8217;<\/i>, \u00e8 una vera mappa della tratta sessuale di donne e bambine nel mondo. Un lavoro per il quale ha ricevuto vari premi internazionali da organismi come l&#8217;Unesco ed Amnesty International. Lydia \u00e8 una donna magra, alta non pi\u00f9 di 1,65 centimetri, ma con una prodezza che pesa tonnellate. Osa guardare sempre un po&#8217; indietro per sapere da dove viene il tutto. La sua volont\u00e0 di percorrere le zone pi\u00f9 impervie del mondo, sempre sola, in onore alla sua investigazione, la sua decisione di affrontare la mafie del suo paese, la sua ossessione per il tema del genere ha un&#8217;origine: sua madre, Paulette Ribeiro Monteiro, figlia di un portoghese ed una francese che arrivarono dal Messico fuggendo dalla guerra. Paulette, francese di nascita, visse buona parte della sua vita in Messico. Si spos\u00f2 con un ingegnere chiamato \u00d3scar Cacho ed ebbero sei figli. Tra di essi, Lydia. &#8220;<i>Ebbi un&#8217;infanzia molto interessante<\/i> &#8211; dice la giornalista &#8211; <i>Dentro casa abbiamo vissuto in uguaglianza, in libert\u00e0, c\u2019 era molto dibattito. Quando dicevo qualcosa a mia madre, ella mi rispondeva: &#8216;Perch\u00e9? Argomenta ci\u00f2 che dici. Ed era tutto un conflitto, poich\u00e9 quando uscivo da casa, sulla strada, mi imbattevo in un paese maschilista e misogino. In casa sviluppai la mia ribellione.&#8221; <\/i>Proveniva da una famiglia di classe medio-bassa ma stimolante sotto il profilo intellettuale. Lydia frequentava una scuola che si trovava sulla strada di casa, diretta da spagnoli che arrivarono fuggendo dalla guerra civile. Nella Scuola Madrid, le inculcarono l&#8217;importanza di difendere le sue idee. La cosa prima che desider\u00f2 fu diventare un poeta. Scrisse un libro di versi che oggi definisce come brutto. Entr\u00f2 a studiare Letteratura nell&#8217;Unam, ma l&#8217;ambiente le sembr\u00f2 molto &#8220;pretenzioso&#8221; e si ritir\u00f2 dall\u2019 Universit\u00e0. Si lanci\u00f2 a scrivere un primo romanzo, <i>&#8216;Mordigli il cuore&#8217;<\/i> ma non ebbe successo. In esso, trattava gi\u00e0 il tema che la svel\u00f2 successivamente: la violenza contro la donna. Lydia \u00e8 stata femminista ed attivista da bambina, quando andava con sua madre al lavoro, un lavoro che svolgeva nei quartieri. Ella ripartiva anticoncezionali, parlava alle donne dei loro diritti sessuali e riproduttivi, mentre le lasciava giocare coi bambini. Era, per lei, molto inquietante scorgere quella povert\u00e0. Era brutale ritornare a casa e confrontare quelle realt\u00e0 tanto differenti. Quella disuguaglianza che da bambine non si comprende. Sin dal principio, le sue cronache furono intrise di quello spirito. Lydia divenne esperta in violenza di genere e presto arriv\u00f2 al suo tema centrale: la pornografia infantile, lo sfruttamento sessuale di bambine ed adolescenti. Un collega l&#8217;incoraggi\u00f2 ad unirsi ad un&#8217;investigazione su una rete di pornografia che includeva alberghieri, politici ed impresari di Cancun. Lydia prese molto sul serio il caso e quando arriv\u00f2 dal giornalista con tutte le informazione, con i nomi propri dei responsabili dell\u2019 industria pedofila, il suo collega decise di uscire dal progetto. Le disse &#8220;: <i>&#8216;Buona fortuna. Sei pazza, fallo da sola&#8217;.<\/i> Prosegu\u00ec l\u2019 inchiesta ed il suo prodotto fu il libro <i>&#8216;I demoni dell&#8217;Eden&#8217;<\/i> che caus\u00f2 un enorme scandalo in Messico e varie accuse per &#8220;diffamazione&#8221;. Tutte le inchieste giudiziarie si chiusero a suo favore, ma il danno era fatto. Ormai era circondata da nemici: come al solito, fu costretta a ritirarsi in semi-clandestinit\u00e0. Lydia Cacho viaggi\u00f2 per il mondo cinque anni per scrivere il suo primo dossier: <i>&#8216;Schiave del potere&#8217;<\/i>, un libro che fa un panorama del mercato sessuale di bambine ed adolescenti. In alcuni posti, sopraggiunse come Lydia Cacho; in altri, dovette mascherare la propria identit\u00e0 come suora anonima o prostituta. Tocc\u00f2 confini pericolosi, ma comprov\u00f2 il potere creato da questo commercio. \u00c8 il pi\u00f9 redditizio, dopo il narcotraffico e la vendita di armi. Ogni anno, secondo i dati raccolti dal suo libro, 1,39 milioni di persone sono vendute per tutto il mondo, in netta maggioranza donne e bambine\/i provenienti dai paesi pi\u00f9 poveri o da aree di guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Molti narcotrafficanti, soprattutto di mezzo-livello, si stanno impegnando nella tratta delle donne perch\u00e9 vedono in essa un buon commercio. Solitamente sono protetti da militari, politici, impresari, a volte direttamente; altre volte indirettamente. Per diverse ragioni, nei paesi africani, si cercano bambine perch\u00e9 vergini o perch\u00e9, probabilmente, non hanno ancora contratto l\u2019 AIDS. Per di pi\u00f9, esiste una superstizione molto diffusa, in posti come Uganda e Nigeria, che un uomo con l\u2019HIV pu\u00f2 curarsi attraverso l\u2019 atto sessuale con una vergine. In America Latina, invece, usano fare sesso con le bambine perch\u00e9 ritenute pi\u00f9 <i>&#8216;pi\u00f9 ubbidienti<\/i>.&#8217; Il machismo, tuttavia, non ha sesso. E questo \u00e8 stato confermato dalle molte donne coinvolte o complici della tratta. L&#8217;unica differenza \u00e8 che le donne coinvolte nella tratta ancora non sono ad alti livelli di potere, bens\u00ec medio. Se sono capi, si tratta spesso di \u201c<i>madame\u201d<\/i>. Ma i leader sono senza eccezioni gli uomini. Secondo la giornalista, oggi le mafie russe dominano il mercato della pornografia in cui tempo addietro primeggiava Svezia e Stati Uniti. Sono i nuovi padroni: Russia ed Europa dell&#8217;est, paesi entrati direttamente nel traffico di donne. Invece, per quanto concerne l\u2019 America Latina, le autorit\u00e0 colombiane non hanno voluto indagare sul fenomeno pedofilia o pedo-pornografia. \u00c8 chiaro che furono i grandi cartelli della droga-colombiana che aprirono il mercato dell\u2019 iper-sessuazione delle bambine e delle adolescenti, con il tema di <i>&#8216;Senza tette, non c&#8217;\u00e8 paradiso&#8217;<\/i>, l\u2019 idea che tutte volessero adorare un leader, ispirare romanzi e fomentare quella nozione culturale. Quello che Lydia documenta nel suo libro \u00e8 una realt\u00e0 crudele che pu\u00f2 cambiare solo a lungo termine, se si modificano gli ingredienti strutturali della societ\u00e0: <i>&#8220;\u2026. si ha bisogno di una trasformazione dei modelli culturali sul sessismo. Allevano gli uomini dicendo loro che sono il loro pene e che il loro pene rappresenta se stessi. \u00c8 una deformazione della loro sessualit\u00e0, del loro erotismo, della loro relazione con le donne. Si ha bisogno di pi\u00f9 politiche sulla sicurezza umana, cio\u00e8 meno povert\u00e0, pi\u00f9 educazione, pi\u00f9 promozione della salute, pi\u00f9 lavoro, non solo uno stuolo di poliziotti\u201d.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lydia soffr\u00ec persino di uno stupro, ma la cosa importante \u00e8 che fu chiaro sin dall\u2019 inizio che la colpa non fu sua. L&#8217;unico colpevole fu il suo violentatore che aveva molte motivazioni, tra esse, il fatto che qualcuno lo pag\u00f2. Lydia ebbe il privilegio di contare su sua madre che era psicologa. Segue ancora una terapia, fa yoga a scrive un diario. Vollero darle &#8220;<i>una lezione&#8221;<\/i> e tentare di annichilirla emozionalmente e moralmente. Ma la lezione \u00e8 che la violazione non finisce con la vita. \u00c8 traumatica, dolorosa, richiede un processo di guarigione. Ma non \u00e8 la fine della propria vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"mceu_29\" class=\"mce-widget mce-btn\"><\/div>\n<div id=\"mceu_30\" class=\"mce-widget mce-btn\"><\/div>\n<div id=\"mceu_31\" class=\"mce-widget mce-btn\"><\/div>\n<div id=\"mceu_32\" class=\"mce-widget mce-btn\"><\/div>\n<div id=\"mceu_33\" class=\"mce-widget mce-btn mce-disabled\"><\/div>\n<div id=\"mceu_34\" class=\"mce-widget mce-btn mce-disabled\"><\/div>\n<div id=\"mceu_35\" class=\"mce-widget mce-btn mce-last\"><\/div>\n<div id=\"wp-content-editor-container\" class=\"wp-editor-container\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0di Maddalena Celano, pubblicato il 28 febbraio 2015 su www.ilsudest.it Un inquietante e scandaloso dossier-giornalistico, un Fandango Tascabili(Collana Documenti), copertina bianca ed abbastanza maneggevole, riporta sin dalla prima pagina (l\u2019 introduzione, a pag. 9) questo aneddoto: \u201cQuando avevo sette anni mia madre raccomandava a me e mia sorella Sonia, ogni volta che uscivamo in strada, &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/?p=287\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Donne: schiave del Potere&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":8565,"featured_media":291,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[28,24,35],"class_list":["post-287","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-general","tag-diritti","tag-maddalenacelano","tag-messico"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/287","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/8565"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=287"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/287\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":290,"href":"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/287\/revisions\/290"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/291"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=287"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=287"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=287"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}