{"id":426,"date":"2015-03-22T01:27:19","date_gmt":"2015-03-22T00:27:19","guid":{"rendered":"http:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/?p=426"},"modified":"2015-03-29T04:13:39","modified_gmt":"2015-03-29T03:13:39","slug":"dopo-cristina-evo-e-maduro-e-la-volta-di-dilma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/?p=426","title":{"rendered":"Dopo Cristina, Evo e Maduro \u00e8 la volta di Dilma"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Traduzione di <strong>Raffaele Piras<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Importanti riflessioni sulle proteste di questi giorni in Brasile contro la presidente Dilma Rousseff .<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">In Brasile c\u2019\u00e8 una rabbia generalizzata contro il PT, che \u00e8 piuttosto una rabbia indotta dai mezzi di comunicazione, e non si tratta tanto di odio nei confronti del <em>Partito de Trabajadores<\/em> quanto di odio nei confronti di quaranta milioni di poveri che sono stati inclusi e che occupano ora gli spazi che prima erano riservati alle classi benestanti<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><a href=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/03\/1035377392.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-429 size-full\" src=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/03\/1035377392.jpg\" alt=\"1035377392\" width=\"1000\" height=\"541\" srcset=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/03\/1035377392.jpg 1000w, https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/03\/1035377392-300x162.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 706px) 89vw, (max-width: 767px) 82vw, 740px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Domenica scorsa, circa 1,7 milioni di persone hanno partecipato a diverse manifestazioni convocate dall\u2019opposizione in ventisei capitali provinciali del Brasile e nella capitale federale Brasilia chiedendola destituzione della presidente Dilma Roussef. La moltitudine la responsabilizza della corruzione di Petrobras , la impresa petrolifera statale e privata, ma dietro tutto questo c\u2019\u00e8 la mano nera esperta in rivoluzioni che ora sta operando acutamente in Brasile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Recentemente la <i>Suprema Corte de Brasil<\/i> autorizz\u00f2 l\u2019apertura delle investigazioni su cinquantuno politici, tra questi due governatori e trentaquattro legislatori, incluso il presidente del <i>Senado<\/i>, Renan Calheiros e quello della <i>C\u00e1mara Baja<\/i>, Eduardo Cunha. Apparentemente tutti erano coinvolti nella rete di corruzione di Petrobras che ha dirottato dall\u2019impresa, tra il2004 e il 2012, circa 3700 milioni di dollari attraverso il riciclaggio di denaro e sovrafatturazione in lavori e contratti. Il supposto autore di questa rete, ex direttore dei servizi di Petrobras, Renato Duque \u00e8 gi\u00e0 stato arrestato e sta collaborando con gli investigatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Certamente le proteste in termini generali mostrano la solidit\u00e0 della democrazia in Brasile, recuperata trenta anni fa dopo ventuno anni di dittatura militare (1964-1985), e a riconoscerlo \u00e8 stata la stessa Rousseff. Tuttavia i cortei di domenica scorsa non sono stati espressione di una reazione spontanea del popolo che espressa la propria indignazione, ma sono stati preparati ed organizzati dalla destra nazionale sconfitta alle elezioni presidenziali nel 2002, 2006, 2010 e 2014. Le sue parole d\u2019ordine durante questi dodici anni di governo del <i>Partito de Trabajadores<\/i> (PT) continuano ad essere sempre le stesse : <i>Fuera Lula ! Fuera Dilma ! Fuera PT !<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il teologo e filosofo brasiliano Leonardo Boff, nelle sue analisi delle recenti proteste, ha affermato che &#8220;in Brasile c\u2019\u00e8 una rabbia generalizzata contro il PT, che \u00e8 piuttosto una rabbia indotta dai mezzi di comunicazione, e non si tratta tanto di odio nei confronti del Partito de Trabajadores quanto di odio nei confronti di quaranta milioni di poveri che sono stati inclusi e che occupano ora gli spazi che prima erano riservati alle classi benestanti&#8221;. Come ha detto lo scrittore e giornalista argentino Jos\u00e9 Steinsleger, invocando il film del famoso cineasta brasiliano Glauber Rocha&#8221;El Le\u00f3n de 7 Cabezas&#8221; (1970), le sette teste dell\u2019opposizione in Brasile rappresentano i banchieri, i latifondisti, gli imprenditori, i tecnocrati, i mezzi di comunicazione, i narcos e le sette religiose impegnati a rovesciare &#8220;il processo di cambiamento e giustizia sociale pi\u00f9 profondo e prolungato che ha vissuto il Brasile dai tempi di Getulio Vargas e Joao Goulart (1951-1964)&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La destra brasiliana non ha mai potuto accettare questi dodici anni del governo PT e la perdita del controllo del paese, della societ\u00e0 e della nazione. Come non ha mai voluto riconoscere i successi dell\u2019ultima decade dei governi di Lula da Silva e di Dilma Rousseff. La povert\u00e0 relativa \u00e8 scesa dal 36.4 % del 2002 al 18.6 % del 2014 e la povert\u00e0 estrema dal 15 al5.29 %. Milioni di persone sono state beneficiate con abitazioni popolari,sussidi, accesso alla sanit\u00e0 e all\u2019educazione; il salario minimo \u00e8 stato aumentato e la disuguaglianza \u00e8 diminuita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La destra brasiliana non ha mai potuto accettare questi successi nonostante i governi di Lula e Dilma non abbiano osato finirla con il neoliberalismo, anche se sono riusciti a modificarlo leggermente ed a creare condizioni per la crescita economica con una redistribuzione della ricchezza pi\u00f9 equa. Per questo continua ad aumentare le pressioni sul governo del PT tentando di screditarlo. La classe media partecipa a questo gioco, ed \u00e8 influenzata dai mezzi di comunicazione guidati dall\u2019oligarchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I mezzi di comunicazione brasiliani, in mano a quattordici gruppi familiari che possiedono il 90% del mercato della comunicazione, hanno assunto il ruolo di principale partito d\u2019opposizione. Lo ha riconosciuto nel2010 la direttrice del quotidiano conservatore nazionale <i>Folha de Sao Paulo<\/i>,Judith Brito, che ha segnalato che &#8220;dato che l\u2019opposizione si trova profondamente debilitata, sono i mezzi di comunicazione che di fatto portano avanti il lavoro. A volte con molta immaginazione&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 che dice Brito significa, nel mondo del giornalismo,distorcere la realt\u00e0 accomodandola agli interessi della elite e convertire il falso nel vero, e qualsiasi errore o difficolt\u00e0 del governo in crimine o inattitudine ad assecondare il malcontento popolare. A tali sedicenti difensori della democrazia non importa rovesciare, utilizzando tutti i mezzi a disposizione, un governo democraticamente eletto dalla maggioranza della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le manifestazioni del 15 marzo hanno confermato questi piani dell\u2019opposizione, che nemmeno \u00e8 stata capace di elaborare e presentare un piano coerente per indirizzare l\u2019economia nazionale in un momento in cui attraversa una fase di forti difficolt\u00e0, ne tantomeno \u00e8 riuscita ad individuare i mezzi con i quali contrastare la corruzione. Il principale candidato oppositore per il <i>Partido Social Democracia Brasilena<\/i> (PSDB), Aecio Neves, che sub\u00ec lasconfitta nelle elezioni presidenziali del 2014, ha arringato i manifestanti per rovesciare la presidente Rousseff, assestare i programmi sociali e non permettere che il Brasile diventi una nuova Venezuela, secondo quanto ha detto.In totale circa venti organizzazioni, movimenti e partiti sono scesi in piazza per esigere la destituzione dell\u2019attuale governo, e tra loro i movimenti <i>Vem Para Rua<\/i> (Ven a la Calle), conosciuto dal 2013 come uno degli organizzatori delle proteste contro la Coppa del Mondo, <i>Revoltados Online<\/i>, che ha cominciatola sua militanza undici anni fa lottando contro la pedofilia e finendo con l\u2019appoggiare l\u2019idea di un governo militare, e <i>Movimiento Brasil Livre<\/i> che riunisce molti universitari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nemmeno sono mancati i <i>Legalistas<\/i>, e la loro idea di un ritorno dei militari al potere per &#8220;calmare l\u2019economia e terminare la corruzione&#8221;, con le parole d\u2019ordine &#8220;<i>SOS Fuerzas Armadas&#8221;<\/i>. Sembra proprio che questi settori abbiano dimenticato il golpe del 1964 e la conseguente repressione degli oppositori, che continu\u00f2 fino al 1985.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutti questi sostenitori del colpo di Stato dovrebbero rivedersi i documenti del dipartimento di Stato nordamericano del 1967-1977 che il vicepresidente Joe Biden ha consegnato a Dilma Rousseff durante la sua visita per la Coppa del Mondo. In questi dispacci si menziona il fatto che i brasiliani hanno sviluppato un nuovo &#8220;sistema di tortura basato sulla coazione psicofisica per intimidire e terrorizzare i sospettosi&#8221;. Quello che non \u00e8 menzionato sui documenti statunitensi \u00e8 che l\u2019inventore di questo sistema \u00e8 stato il tristemente famoso torturatore ed ex agente dell\u2019FBI Dan Mitrione, il padre della &#8220;Silla de Drag\u00f3n&#8221; che dal 1960 al 1967 and\u00f2 in Brasile a perfezionare la sua diabolica arte e che poi oper\u00f2 in Uruguay dove fu giustiziato dai tupamaros. In questi stessi documenti l\u2019ambasciatore statunitense in Brasile, William Rountree, raccomandava cinicamente al dipartimento di stato di &#8220;prendere in considerazione la sensibilit\u00e0 e l\u2019orgoglio nazionale dei brasiliani ed evitare tentativi di pressione sul governo rispetto alla tortura, per non danneggiare le relazioni&#8221;. Dimenticare tutto questo sarebbe un crimine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia, l\u2019opposizione senza poter contenere la sua rabbia di classe non prende in considerazione le conseguenze di un colpo di Stato. Simultaneamente, i suoi colleghi delle\u00a0<i>elites<\/i> globalizzate internazionali e in particolare gli &#8220;illuminati&#8221; globalizzatori nordamericani vedono la possibilit\u00e0 di finirla con il Brasile come paese sovrano, allontanarlo da UNASUR e CELAC e debilitare il gruppo BRICS che rappresenta un pericolo per l\u2019egemonia degli USA e del sistema economico mondiale creato dal Fondo MonetarioInternazionale, la Banca Mondiale e la Federal Reserve americana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nemmeno dobbiamo dimenticarci le rivelazioni di Snowden rispetto al Brasile: &#8220;<i>Whats\u2019s Behind Hidden CIA Base in Brazil&#8221;<\/i>. In questo documento l\u2019ex tecnico NSA parla dell\u2019interesse geopolitico del nordamerica verso il Brasile e specialmente verso i suoi giacimenti di petrolio recentemente scoperti in mare, che arrivano a contenere intorno ai 100.000milioni di barili. Il problema \u00e8 stato che tanto il governo Lula quanto quelloDilma ha preferito firmare contratti con la corporazione cinese SINOPEC invece che Chevron. A maggio del 2013 il vicepresidente USA Joe Biden, durante una visita in Brasile, cerc\u00f2 di persuadere invano la presidente Rousseff a lasciar entrare le imprese energetiche statunitensi nel mercato brasiliano.Curiosamente, due mesi dopo la sua fallita visita, cominciarono ondate di proteste sempre pi\u00f9 intense contro il governo del <i>Partido de Trabajadores<\/i>. L\u2019opposizione ha gi\u00e0 annunciato il prossimo corteo per il 12 aprile:&#8221;<i>No nos dispersemos!&#8221;<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo il ministro di Giustizia brasiliano Jos\u00e9 Eduardo Cardoso, &#8220;la richiesta di destituzione contro Dilma puzza di golpe&#8221;. La stampa internazionale sta divulgando ripetutamente notizie sul fallimento economico del governo Rousseff, la corruzione, l\u2019isolamento della presidente e il malcontento popolare, occultando i successi del suo governo durante questa decade. Lentamente si stanno creando condizioni per una &#8220;revoluci\u00f3n de colores&#8221; e per far tornare il Brasile tra le braccia degli Stati Uniti.\u00a0 Fino ad ora non si sa della partecipazione diWashington nell\u2019organizzazione delle manifestazioni. Tuttavia, circa 400 agenti di differenti servizi d\u2019intelligenza statunitense sarebbero arrivati recentemente alle ambasciate nordamericane in Brasile, Bolivia, Venezuela, Ecuador,Argentina e Cuba, secondo quanto denunciato dal periodista venezuelano Jos\u00e9 Vicente Rangel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si sta cucinando qualcosa in questo paese. Nel caso di Dilma Rousseff il suo destino verr\u00e0 deciso il prossimo settembre durante la sua visita a Washington. Mentre sulla possibile reazione del popolo brasiliano alla decisione dell\u2019opposizione di destituire la presidente \u00e8 difficile esprimersi esattamente, per il momento. Il popolo, nell\u2019espressione del poeta inglese Alexander Pope, &#8220;\u00e8 una fiera di multiple teste&#8221; ed anche loro stanno organizzando cortei ed azioni di appoggio.<\/p>\n<p>Fonte :<br \/>\n<a href=\"http:\/\/mundo.sputniknews.com\/firmas\/20150319\/1035488417.html#ixzz3Upjgkal2\" target=\"_blank\">http:\/\/mundo.sputniknews.com\/firmas\/20150319\/1035488417.html#ixzz3Upjgkal2<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Traduzione di Raffaele Piras. Importanti riflessioni sulle proteste di questi giorni in Brasile contro la presidente Dilma Rousseff . 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