{"id":497,"date":"2015-03-30T15:58:11","date_gmt":"2015-03-30T13:58:11","guid":{"rendered":"http:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/?p=497"},"modified":"2015-04-14T13:44:25","modified_gmt":"2015-04-14T11:44:25","slug":"dagli-usa-alleuropa-la-guerra-sporca-contro-la-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/?p=497","title":{"rendered":"Dagli USA all&#8217;Europa. La guerra sporca contro la speranza."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/03\/ebmVene.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-499\" src=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/03\/ebmVene-300x300.jpg\" alt=\"ebmVene\" width=\"450\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/03\/ebmVene-300x300.jpg 300w, https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/03\/ebmVene-150x150.jpg 150w, https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/03\/ebmVene-80x80.jpg 80w, https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/03\/ebmVene.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a>di <strong>Geraldina Colotti<\/strong> per <a href=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\" target=\"_blank\">CaracasChiAma<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un tweet da record in solidariet\u00e0 con il Venezuela di Nicolas Maduro: L&#8217;etichetta \u201cObama, abroga il decreto subito\u201d, nella sua versione originale &#8211; \u201c#ObamaDerogaElDecretoYa\u201d &#8211; \u00e8 balzata subito al primo posto nelle tendenze locali, e al secondo negli Stati uniti nella formula inglese (#ObamaRepealTheExecutiveOrder): quasi 2 milioni nelle prime ore del 20 marzo, oltre 6.500 tweet al minuto. Un record nella storia delle reti sociali. Avanza a ritmo serrato anche la campagna di firme (pi\u00f9 di cinque milioni negli ultimi giorni di marzo) che si propone lo stesso obbiettivo: dire agli Usa che \u201cil Venezuela non \u00e8 una minaccia, ma una speranza\u201d. Maduro ha deciso di spiegarlo \u201cal coraggioso popolo degli Stati uniti\u201d anche acquistando una pagina sul New York Times.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il responsabile della campagna \u00e8 il sindaco di Caracas, Jorge Rodriguez, dirigente del Partito socialista unito (Psuv): \u201cIl Venezuela \u00e8 un popolo di pace \u2013 ha detto Rodriguez \u2013 invece, gli Stati uniti hanno la spesa militare pi\u00f9 alta del mondo, si sono arrogati il diritto di invadere 92 paesi e di intervenire militarmente in 14 dei 21 territori situati a sud del Rio Grande. Hanno invaso Panama sei volte, 11 volte il Nicaragua, hanno rubato 2\/3 del territorio al Messico, e pilotato le violenze del 2014 in Venezuela. Non \u00e8 possibile che un paese si creda il gendarme del mondo e pretenda di governare per decreto gli altri stati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/03\/ebmVene3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-500 size-medium\" src=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/03\/ebmVene3-300x225.jpg\" alt=\"ebmVene3\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/03\/ebmVene3-300x225.jpg 300w, https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/03\/ebmVene3.jpg 592w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La campagna si propone di raggiungere 10 milioni di firme, da consegnare al presidente Usa \u2013 che il 9 marzo ha definito il Venezuela \u201cuna minaccia eccezionale per la sicurezza degli Stati uniti\u201d \u2013 in occasione del prossimo vertice dell&#8217;Organizzazione degli stati americani (Osa). Il summit si terr\u00e0 a Panama il 10 e l&#8217;11 aprile e per la prima volta vi parteciper\u00e0 anche Cuba. Il decreto di Obama mette al centro le sanzioni a 7 funzionari del governo Maduro per presunte \u201cviolazioni dei diritti umani dell&#8217;opposizione\u201d. Al contempo, apre per\u00f2 la porta a un disegno pi\u00f9 insidioso che potrebbe portare a una situazione di blocco economico come quella disposta contro Cuba. Molti analisti rilevano una \u201cstrategia del caos\u201d e del discredito, portata avanti dai media per saggiare la possibilit\u00e0 di un intervento militare. Una tesi sostenuta dalla ministra degli Esteri venezuelana, Delcy Rodriguez in un&#8217;infuocata sessione del Consiglio permanente Osa, che si \u00e8 svolta a Ginevra. Rodriguez ha denunciato che alcuni conti all&#8217;estero delle diplomazie sono gi\u00e0 stati bloccati, e che questo costituisce \u201cuna violazione al diritto internazionale\u201d. Ha detto che \u201cinteressi egemonici pretendono impossessarsi della maggiore riserva di petrolio del mondo\u201d e che le sanzioni di Obama \u201cimplicano interventi militari e aggressioni di altro tipo, come il blocco finanziario\u201d. In questo modo \u2013 ha aggiunto &#8211; \u201ci funzionari che agiscono per difendere la sicurezza dei cittadini in qualunque altra parte del mondo devono temere che un altro paese si attribuisca la facolt\u00e0 di giudicarli per il compito che svolgono\u201d. L&#8217;ambasciatore Usa, Michael J. Fitzpatric, ha ribattuto che il suo paese \u201cnon sta preparando un&#8217;invasione del Venezuela, n\u00e9 pretende di destabilizzare il governo Maduro\u201d, e ha sostenuto che il governo Obama \u201cvuole solo evitare che una serie di individui che pensiamo abbiamo violato i diritti umani di altri venezuelani possano venire negli Usa o investire nel nostro sistema finanziario\u201d. Il Venezuela ha replicato che tutto il denaro depositato all&#8217;estero dai venezuelani senza giustificazione dev&#8217;essere rimpatriato: a partire da quello dei banchieri fraudolenti fuggiti a Miami coi soldi dei cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il decreto Obama ha comunque avuto l&#8217;effetto di ricompattare la solidariet\u00e0 di tutti gli organismi regionali intorno al Venezuela: dall&#8217;Alba alla Unasur, alla Celac (tutti gli stati americani meno Usa e Canada), e al blocco dei Paesi non allineati (120 nazioni), ad alcuni rappresentanti dei Brics, come Brasile, Russia e Cina, che hanno appoggiato Maduro. Con l&#8217;elezione dell&#8217;uruguayano Luis Almagro (del Frente Amplio) alla direzione dell&#8217;Osa, la musica pu\u00f2 cambiare anche all&#8217;interno dell&#8217;organismo, sempre subalterno agli Stati uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Certo, l&#8217;ex presidente uruguayano Pepe Mujica ha dovuto rettificare le dichiarazioni dell&#8217;attuale vicepresidente Raul Sendic (\u201cnon ci sono prove di un&#8217;ingerenza degli Sati uniti in Venezuela\u201d). Le parole di Sendic (figlio dello storico dirigente fondatore dei Tupamaros) hanno fatto spostare a Quito la prevista riunione di Unasur dopo la reazione offesa di Caracas. L&#8217;elezione del ben pi\u00f9 moderato Tabar\u00e9 Vazquez alla guida dell&#8217;Uruguay sposter\u00e0 nuovamente lo sguardo di Montevideo pi\u00f9 verso Washington che verso Caracas? Per ora, la sinistra uruguayana ha deciso di far sentire un&#8217;altra musica organizzando una partecipata manifestazione in solidariet\u00e0 col Venezuela bolivariano. A guidarla, l&#8217;ex presidente Pepe Mujica, accompagnato proprio dall&#8217;attuale vice Raul Sendic.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche il colombiano Ernesto Samper, attualmente alla segreteria di Unasur, ha dovuto seguire l&#8217;indirizzo finora assunto dal blocco regionale: \u201cSe gli Stati uniti vogliono stabilire una nuova relazione, a partire dal rientro di Cuba nella famiglia interamericana, dovranno considerare che l&#8217;unica strada possibile \u00e8 quella del multilateralismo\u201d, ha detto Samper. Le sue dichiarazioni arrivano dopo la richiesta del governo Usa di aumentare le spese di bilancio per il Latinoamerica di circa il 35% nel 2016. Si arriverebbe cos\u00ec intorno ai 2 milioni di dollari, prevalentemente destinati a foraggiare la cosiddetta \u201clibert\u00e0 di stampa\u201d, i cosiddetti \u201cdiritti umani\u201d (dei ricchi) e la cosiddetta \u201cdemocrazia\u201d (borghese): principalmente a Cuba, in Venezuela, in Nicaragua e in Ecuador. Unasur porter\u00e0 perci\u00f2 a Panama una proposta forte: <span style=\"text-decoration: underline\">via tutte le basi militari Usa dal territorio latinoamericano<\/span>. Il ministro degli Esteri ecuadoriano Ricardo Pati\u00f1o, che rappresenta la parte pi\u00f9 a sinistra del governo Correa, guida invece il gruppo di \u201cfacilitatori\u201d nominato dall&#8217;Alba per mediare tra Stati uniti e Venezuela.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il decreto di Obama si riverbera anche nelle dinamiche politiche interne al Venezuela, di fatto gi\u00e0 in campagna elettorale per le decisive elezioni parlamentari previste entro l&#8217;anno. E c&#8217;\u00e8 chi cerca di trarne vantaggio anche nel campo dell&#8217;opposizione e di usare a proprio profitto la bandiera del nazionalismo: per captare i voti degli indecisi (il 40%, secondo le inchieste di opposizione) e immaginare una \u201cterza via\u201d tra chavismo e Mesa de la Unidad Democratica (Mud). L&#8217;idea \u00e8 venuta al deputato di opposizione Ricardo Sanchez, che si \u00e8 distinto per aver votato in Parlamento la \u201clegge abilitante antimperialista\u201d che concede a Maduro di promulgare decreti per nove mesi. Attorniato dai giornalisti, Sanchez \u00e8 andato in piazza a firmare contro il decreto Obama, ed \u00e8 stato definito dai chavisti \u201cun eroe\u201d del suo campo, capace di esprimersi fuori dal coro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma intanto, a Miami, l&#8217;opposizione pi\u00f9 fanatica raccoglie firme per chiedere un intervento Usa, sostenuta dai suoi potenti padrini, in Nordamerica e in Europa. Diverse centinaia di parlamentari, spagnoli e latinoamericani (della destra o del centro-sinistra moderato) stanno preparando una denuncia alla Corte penale europea contro il governo Maduro per \u201cviolazione ai diritti umani\u201d. Uno strappo in pi\u00f9 per isolare il governo Maduro nel panorama internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E intanto, le grandi istituzioni finanziarie accelerano le cause pendenti sul Venezuela e gonfiano la richiesta di indennizzo per le nazionalizzazioni decise da Chavez: tutto serve a dare l&#8217;idea di un paese in bancarotta e di un governo incapace di tenere il timone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;attacco al Venezuela socialista, alle sue risorse petrolifere e al suo indirizzo anticapitalista, evidenzia cos\u00ec il senso e la portata di una battaglia che va ben oltre i confini del paese bolivariano. Evidenzia, anche, il ritorno indietro e la debolezza di chi, in Europa, dovrebbe ricostruire il campo dell&#8217;alternativa. \u201cIl proletariato non ha nazione, internazionalismo, rivoluzione\u201d, gridavano le piazze italiane negli anni &#8217;70. Oggi, dopo la sconfitta di quel grande ciclo di lotta, i vincitori hanno riscritto la storia: capovolgendo il senso di quella battaglia campale, occultano la natura della disuguaglianza e delle asimmetrie. Seminano la \u201cmetafisica della rassegnazione\u201d o la politica del \u201cmale minore\u201d. Per le classi dominanti e per i pompieri del conflitto sociale, il socialismo bolivariano \u00e8 il nuovo \u201cfantasma che si aggira per l&#8217;Europa\u201d. Una bandiera e una speranza per chi vuole liberarsi dalle loro catene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/03\/ebmVene2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-501\" src=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/03\/ebmVene2.jpg\" alt=\"ebmVene2\" width=\"720\" height=\"540\" srcset=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/03\/ebmVene2.jpg 720w, https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/03\/ebmVene2-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Geraldina Colotti per CaracasChiAma Un tweet da record in solidariet\u00e0 con il Venezuela di Nicolas Maduro: L&#8217;etichetta \u201cObama, abroga il decreto subito\u201d, nella sua versione originale &#8211; \u201c#ObamaDerogaElDecretoYa\u201d &#8211; \u00e8 balzata subito al primo posto nelle tendenze locali, e al secondo negli Stati uniti nella formula inglese (#ObamaRepealTheExecutiveOrder): quasi 2 milioni nelle prime ore &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/?p=497\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Dagli USA all&#8217;Europa. 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