{"id":682,"date":"2015-11-14T12:07:46","date_gmt":"2015-11-14T11:07:46","guid":{"rendered":"http:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/?p=682"},"modified":"2015-11-14T12:18:03","modified_gmt":"2015-11-14T11:18:03","slug":"il-femminismo-cubano-un-radicalismo-senza-nome-ed-etichetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/?p=682","title":{"rendered":"Il femminismo cubano: un radicalismo senza nome ed etichetta!"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da il www.ilsudest.it<\/p>\n<p>La sociologa Marta N\u00fa\u00f1ez Sarmiento riferisce che le correnti femministe furono stigmatizzate in Cuba per molti anni,<br \/>\ne persistono ancora pregiudizi verso esse. Il movimento femminista cubano, nato nelle prime decadi del secolo scorso, svolse un ruolo rivoluzionario permettendo l&#8217;ottenimento di importanti rivendicazioni in date molto recenti, come la Legge sulla Patria Potest\u00e0 (1917), la legge sul Divorzio(1918) e la Legge sul Suffragio Femminile (1934). A Cuba diverse intellettuali femministe sono state \u201cistituzionalizzate\u201d e vengono studiate nelle scuole come Vicentina Antu\u00f1a, Mirtha Aguirre e Camila Enr\u00edquez Ure\u00f1a, tutte donne apertamente femministe che apportarono interessanti cambiamenti ed analisi sulle questioni di genere. Prima del gennaio 1959, il femminismo che esisteva a Cuba era un femminismo di natura liberale e borghese. La Rivoluzione Cubana smont\u00f2 la struttura di classe pre-esistenti e fu logico che all\u2019 interno di essa, si biasimasse anche a questo femminismo. Perci\u00f2 la Federazione delle Donne Cubane, FMC, opt\u00f2 per distanziarsi da quel genere di femminismo. La Federazione delle Donne Cubane rappresenta casalinghe, operaie, contadine, donne interessate ad apportare un evidente scontro classista. La cosa pi\u00f9 incredibile, ma certa, fu che a Cuba, dopo la Rivoluzione, le donne furono introdotte in tutti i settori della vita civile e sociale, tuttavia, continuava ad essere un paese culturalmente patriarcale. Per questioni tanto storiche, quanto semplicemente culturali, a Cuba si respinse il termine femminismo nonostante esistessero corrispondenze tra i principi umanisti espressi dalle varie filosofie femministe (occidentali e non) e quelli del Progetto Sociale della Rivoluzione Cubana. La storia cominci\u00f2 nei primi anni del secolo XX. Allora i primi movimenti femministi cubani furono molto criticati dalla societ\u00e0, soprattutto dalla stampa, perch\u00e9 i loro obiettivi attaccavano il potere degli uomini ed ubicavano le donne lontane dal tradizionale servilismo e dalla tradizionale sottomissione. La realt\u00e0 che si imponeva alle donne agli inizi del secolo XX, fu quella di vivere relegata nella sfera domestica, non partecipando in nessun modo alla vita sociale. La donna era esclusivamente l&#8217;addetta all&#8217;educazione dei figli, perci\u00f2 fu limitata la sua partecipazione nell&#8217;ambito pubblico. Non aveva n\u00e9 diritto al voto, n\u00e9 all&#8217;opinione; era, a sua volta, utilizzata come un oggetto sessuale, e caratterizzata come santa o prostituta. Per cambiare questa situazione, irruppe nel mondo politico, Pilar Jorge di Tellas che cre\u00f3 nel 1918, il Club Femminile di Cuba. Cominci\u00f2, in questo modo, la lotta per i diritti femminili a Cuba. Pilar si trasform\u00f2 nell&#8217;Animatrice del Corso di Civico Superiore e Diritto Sociale, una campagna per l\u2019educazione e l\u2019istruzione femminile. La Campagna in questione promuoveva l\u2019istruzione delle donne di campagna e dei sobborghi urbani, alle quali furono somministrati principi di igiene, economia domestica e rudimenti di educazione civica. Il Club Femminile di Cuba, cre\u00f2 la prima forma di istruzione e formazione per le bambinaie che lentamente si divulg\u00f2 in tutto il paese, mostrando quanto pesavano i pregiudizi e i convenzionalismi sociali nella mente di molte donne cubane.<\/p>\n<p>Tuttavia c\u2019\u00e8 da dire che, nonostante i primi Movimenti Femministi Liberali facessero molta paura, le loro rivendicazioni, in realt\u00e0, si limitavano ad una mera \u201ceguaglianza-formale\u201d, senza intaccare i sostanziali rapporti di potere. Tutto si riduceva ad una mera rivoluzione di costume. Altro singolare \u201cparadosso\u201d del femminismo-cubano fu che la FMC, nonostante per lunghi anni rifiut\u00f2 il termine \u201cfemminista\u201d, n\u00e9 mai si dichiar\u00f2 tale, non si discost\u00f2 in nessuna occasione dalle vecchie rivendicazioni egualitarie del femminismo liberale ottocentesco. Non solo, la FMC arricch\u00ec il tradizionale dibattito femminista sulle \u201ceguaglianze-formali\u201d con critiche ed analisi ben pi\u00f9 radicali, basate su richieste di eguaglianza sostanziale, a partire da quella economica. Infatti, per lunghi anni, la FMC si batt\u00e9 affinch\u00e9 le donne Cubane abbiano diritto sul loro corpo, accesso alla salute sessuale e riproduttiva e gli stessi diritti degli uomini sul lavoro ed in campo economico. Il femminismo cubano, non dichiarandosi \u201cfemminista\u201d and\u00f2 oltre l&#8217;etichetta, divenne una filosofia-radicale che trasform\u00f2 in meglio la vita di intere generazioni. Attualmente la FMC riconosce che a Cuba sia esistito, nel periodo rivoluzionario, un femminismo al quale possiamo mettergli il cognome che desideriamo: di sinistra, rivoluzionario, socialista, ma \u00e8 stato femminismo. Perci\u00f2 la FMC si \u00e8 riappropriato dell\u2019etichetta, definendosi organizzazione \u201cfemminista\u201d.<\/p>\n<p>Fonti:<\/p>\n<p>DOM\u00cdNGUEZ N., Ofelia. 50 anni di una vita. L&#8217;Avana: Istituto Cubano del Libro, 1971<\/p>\n<p>GONZ\u00c1LEZ, Jorge F. Le lotte per il suffragio femminile sotto il regime di Machado. 2007. Lavoro di Diploma-facolt\u00e0 di Filosofia e Storia-dipartimento di Storia, Universit\u00e0 di L&#8217;Avana, L&#8217;Avana<\/p>\n<p>GONZ\u00c1LEZ PAG\u00c9S, Julio C\u00e9sar. Alla ricerca di un spazio: Storia delle donne in Cuba. L&#8217;Avana: Casa editrice di Scienze Sociali, 2003<a href=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/11\/sigari-cubani-7-625095.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-683\" src=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/11\/sigari-cubani-7-625095.jpg\" alt=\"sigari-cubani-7-625095\" width=\"800\" height=\"645\" srcset=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/11\/sigari-cubani-7-625095.jpg 800w, https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/11\/sigari-cubani-7-625095-300x242.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 706px) 89vw, (max-width: 767px) 82vw, 740px\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/caracaschiama.noblogs.org\/files\/2015\/11\/cuba-breve-relazione-.docx\">cuba breve relazione<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Da il www.ilsudest.it La sociologa Marta N\u00fa\u00f1ez Sarmiento riferisce che le correnti femministe furono stigmatizzate in Cuba per molti anni, e persistono ancora pregiudizi verso esse. 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