Un esempio di giornalismo-sociale partecipato: Erika Adriana Mindiola Rubín!

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 Dal Venezuela, articolo tratto da www.ilsudest.it

 

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di MADDALENA CELANO

Nostra intervista da:  www.ilsudest.it

Erika Adriana Mindiola Rubín, è una giovane giornalista radiofonica Venezuelana.

Nasce il 22 di Gennaio del 1980 in una parrocchia popolare di Caracas, Santa Rosalía, dove visse e crebbe durante tutta l’ infanzia. É madre di due figli, Jerverick e Jervin. Si iscrive all’Università Bolivariana del Venezuela nel 2005. Con la creazione dell’Università Bolivariana del Venezuela, si aprirono per la prima volta le porte della cultura a molti giovani bisognosi, analogamente a persone non più giovani ma desiderosi di imparare o aggiornarsi. Si offrì loro finalmente l’ opportunità di studiare. Decide così di intraprendere il Corso di Laurea in Comunicazione Sociale, viene conquistata dal giornalismo che le fornì una visione rivoluzionaria dell’ impegno, ingaggiandosi nella lotta sociale con i suoi concittadini per la promozione della Rivoluzione Bolivariana.

Come nasce il tuo impegno per un giornalismo-sociale responsabile?

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L’ emancipazione della donna creola in Venezuela: il prodotto di alacri lotte e dure battaglie

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di MADDALENA CELANO

Nell’anno 1928, sorge in Venezuela la Società Patriottica delle Donne: la quale offrì appoggio alla gioventù universitaria che protestava ed alzava la voce contro il governo dittatoriale di Juan Vicente Gómez.

Posteriormente, nel 1936, si creò il Raggruppamento Culturale Femminile e, nello stesso anno, si fondò l’Associazione Venezuelana delle Donne: organizzazione che tentò di avanzare con nuove strategie per affrontare l’oppressione militarista e tirannica di quell’epoca. Nel 1937 si acutizzò la persecuzione da parte del regime e, perciò, le donne costituirono la Lega Femminile per la tutela dei detenuti politici. Ugualmente, in quell’anno nacque l’Associazione Cristiana Venezuelana delle Donne Lavoratrici: dimostrando un’altra volta la partecipazione attivista delle donne nei processi di cambiamenti del paese.

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Venezuela, arrestati imprenditori farmaceutici. E loro: «Troppe garanzie agli operai»

—  Geraldina Colotti, 4.2.2015

Caracas. Il paese festeggia la ribellione civico-militare guidata da Chavez nel 1992

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Si può senz’altro cri­ti­care la pro­pen­sione del governo vene­zue­lano alle denunce pub­bli­che circa i piani cospi­ra­tivi delle destre, nel paese e fuori: a forza di gri­dare «al lupo, al lupo», quando il lupo effet­ti­va­mente arriva, nes­suno accorre più. E inol­tre si rischia di aval­lare l’ampia e varie­gata pub­bli­ci­stica di oppo­si­zione che – in modo arro­gante e raz­zi­sta – tenta di dipin­gere come para­noico e auto­ri­ta­rio il governo (il “regime”) di Nico­las Maduro (per la cro­naca, il pre­si­dente viene chia­mato Maburro — ove burro signi­fica asino — per i suoi tra­scorsi ope­rai, e dipinto con una banana in mano, così come Cha­vez veniva rap­pre­sen­tato come scim­mia per le sue ori­gini indi­gene. Cir­co­lano foto­mon­taggi in cui lo si vede fare la fine di Ghed­dafi o di Sad­dam Hus­sein, ecce­tera, ma nes­suno è mai andato in galera per que­sto). In que­sti giorni, Maduro ha accu­sato il vice­pre­si­dente degli Stati uniti, Joe Biden, di favo­rire piani desta­bi­liz­zanti. E si può pen­sare che la poli­tica di Barack Obama nei con­fronti dell’ex «cor­tile di casa» non sia quella del suo pre­de­ces­sore: niente golpe, tutt’al più una “dop­pia morale” (da una parte aper­tura – per quanto avve­le­nata – nei con­fronti di Cuba, dall’altra san­zioni al Vene­zuela che di Cuba è alleato e che, come Cuba, non rin­nega il socia­li­smo). E d’altro canto lo stesso Maduro con­ti­nua a cer­care il dia­logo con gli Usa e, in una let­tera inviata a Obama, ha accu­sato la «mafia di Miami» di essere all’origine delle cospirazioni.

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Venezuela. Nicolas Maduro chiede a Unasur di mediare con gli Usa

Geraldina Colotti, 6.2.2015

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Dalla Cia, un annun­cio inquie­tante: in Vene­zuela, il governo di Nico­las Maduro dovrà pre­sto veder­sela con una nuova ondata di pro­te­ste vio­lente. Lo ha soste­nuto il diret­tore dell’intelligence del dipar­ti­mento della difesa Usa, Vin­cent Stewart, davanti alla Com­mis­sione per gli affari mili­tari della Camera dei rap­pre­sen­tanti. «Pre­ve­diamo che, nel 2015, le orga­niz­za­zioni stu­den­te­sche e l’opposizione poli­tica orga­niz­ze­ranno pro­te­ste nei mesi pre­ce­denti le ele­zioni legi­sla­tive», ha detto il gene­rale a tre stelle illu­strando «le minacce mon­diali» che devono affron­tare gli Stati uniti. «Siamo un po’ pre­oc­cu­pati — ha aggiunto — per le ele­zioni che si devono svol­gere in Vene­zuela (a dicem­bre, ndr) e quel che potrebbe signi­fi­care in ter­mini di vio­lenza e vio­la­zione dei diritti umani». Nel feb­braio del 2014, per alcuni mesi, il governo è stato messo alla prova di mani­fe­sta­zioni vio­lente pro­ve­nienti dai quar­tieri agiati del paese e dai muni­cipi gover­nati dalla destra. Il saldo è stato di 43 morti e 800 feriti, in gran parte vit­time delle trap­pole da strada (le gua­rim­bas) messe in atto dai gruppi di estrema destra. Pro­te­ste per chie­dere la cac­ciata di Maduro dal governo a furor di piazza, anti­ci­pate dalle vio­lenze post-elettorali seguite alla sua ele­zione a pre­si­dente. Sia la Camera che il Senato Usa hanno però votato un pac­chetto di san­zioni a fun­zio­nari del governo vene­zue­lano «col­pe­voli di aver vio­lato i diritti umani dei mani­fe­stanti» e Obama le ha rati­fi­cate. Per ora sono stati vie­tati i visti di ingresso negli Usa a 56 alti respon­sa­bili del governo Maduro.

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Proiezione del film Venezuelano “AZUL Y NO TAN ROSA”

Siamo lieti di trasmettere l’invito alla proiezione del film venezuelano “Azul y No Tan Rosa” vincitore del premio Goya 2014, che avrà luogo mercoledí 8 ottobre alle ore 22.00, nell’ambito della III edizione  della Mostra di Cinema Iberoamericano SCOPRIR,  in programma a Roma dal 6 al 10 ottobre presso la Casa del Cinema.

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In Venezuela, centinaia di famiglie contadine si riprendono le terre abbandonate

di Cory Fischer-Hoffman per venezuelanalysis.com
Traduzione: Alessandro Perri

Roland Denis e Fresia Ipinza annunciano l'occupazione delle terre da parte della comune "Tierra y Lybertad" nello stato di Guárico (Apporea.org)
Roland Denis e Fresia Ipinza annunciano l’occupazione delle terre da parte della comune “Tierra y Lybertad” nello stato di Guárico (Apporea.org)

Caracas, 29 Settembre 2014 – Lo scorso sabato, centinaia di famiglie contadine si sono riappropriati dei terreni nello stato di Guarico, chiedendo il supporto dell’Instituto Nacional de Tierras (INTI). I sostenitori dell’azione sottolineano la necessità di accelerare il processo di riappropriazione terriera, considerando la guerra economica con cui si sta confrontando il Venezuela.

Un video dichiarante l’acquisizione e la richiesta di appoggio è stato realizzato sabato dal sito indipendente Apporea. Nei video, Roland Denis (intellettuale e ministro della pianificazione nel 2002-2003 – Video) e Fresia Ipinza (già candidata come governatore nello stata di Miranda e assidua collaboratrice del sito – Video) chiedono il sostegno al popolo venezuelano, specialmente alla luce dell’attuale carenza di cibo, alla scarsa produzione agricola del paese a cui fa da contraltare una massiccia importazione dai paesi steri.

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Venezuela, il governo occupa un’impresa Usa

di Geraldina Colotti per Il Manifesto

Venezuela. Il vicepresidente e gli operai riaprono le fabbriche di detersivo della Clorox

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Le fab­bri­che chiu­dono? Governo e ope­rai for­zano le ser­ra­ture e le ria­prono. Fun­ziona così nel Vene­zuela socia­li­sta, dove la parola dei lavo­ra­tori si fa sen­tire, senza biso­gno di ridursi a lamento tele­vi­sivo. Ha fun­zio­nato così nelle due sedi della com­pa­gnia sta­tu­ni­tense Clo­rox, negli stati di Miranda e Cara­bobo. «Abbiamo aperto i luc­chetti e siamo entrati. Gli impren­di­tori se ne sono andati lasciando un loro rap­pre­sen­tante in Argen­tina e un avvo­cato qui da noi», ha detto ai gior­na­li­sti il vice­pre­si­dente della Repub­blica, Jorge Arreaza che ha accom­pa­gnato gli ope­rai. Pochi giorni fa, l’impresa aveva lasciato tutti a casa: lamen­tando restri­zioni impo­ste dal cha­vi­smo, inter­ru­zione nella for­ni­tura del mate­riale e insi­cu­rezza eco­no­mica. Gli ope­rai ave­vano pro­te­stato bloc­cando il traf­fico e ave­vano chie­sto l’intervento del governo.

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Venezuela: The Professor & The President: Who’s the Bully?

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María Corina Machado e Alejandro Plaz, con Ricardo Hausmann

 

Tradotto da Marinella Correggia per Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana
Articolo originale in inglese di Suren Moodliar su venezuelanalysis
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Il professor Ricardo Hausmann ha scritto per Projectt Syndicate l’articolo “Should Venezuela Default?”.
Il Presidente venezuelano Maduro ha affermato che Hausmann è un attore importante nel mondo del Sistema bancario e che la sua predizione di un default in Venezuela provocherebbe solo altra paura, incertezza e dubbi.
La percezione del rischio ha un prezzo. L’articolo di Hausmann ha proprio questo obiettivo. La “paura dei mercati” per un possibile default del Venezuela ha un prezzo: i tassi di interesse sui bond venezuelani sono significativamente più alti di quelli del Messico o della Nigeria. Il che, a sua volta, ha un impatto negativo sulla vita dei venezuelani. L’articolo ha avuto l’effeto, prevedibile, di aumentare anche di più i tassi di interesse, con un ridimensionamento solo dopo le determinate assicurazioni da parte del presidente Maduro
Bisogna dire che Hausmann è un attore di primo piano sulla scena globale e il suo ballo con la leadership rivoluzionaria venezuelana è in corso da tempo.

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Le bombe che piovono su Gaza e sul Donbass non distruggono i legami di solidarietà.

Il 29 Giugno 2014 è nata la Rete di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana, un processo che ha ridato vita alle istanze di trasformazione e giustizia sociale, in controtendenza rispetto alle logiche dominanti nei paesi cosiddetto nord del mondo.

Ad un mese ed un giorno esatti dalla fondazione di questa rete si festeggia il compleanno di Hugo Chavez, presidente del Venezuela scoparso nel marzo 2013. La nostra Rete di Solidarietà ha voluto festeggiarne il compleanno dedicando al sogno che ha guidato i suoi passi l’impegno quotidiano per un nuovo mondo necessario e possibile.

Il 28 luglio del 1954 è nato a Sabaneta Hugo Rafael Chavez Frias, presidente del Venezuela, prematuramente scomparso il 5 marzo del 2013. Per certa stampa, un caudillo o un dittatore. Per i popoli del sud del mondo e per le classi popolari, un rivoluzionario e un grande statista, che ha incamminato il suo paese sulla via di un nuovo socialismo.

A 15 anni dalla prima vittoria elettorale di Hugo Chavez, il Venezuela ha realizzato importanti traguardi sociali e ha assunto un ruolo di primo piano negli organismi regionali del Latinoamerica: diritti economici sociali e culturali garantiti; partecipazione politica dei cittadini al controllo e alla gestione della cosa pubblica mediante il passaggio dalla democrazia rappresentativa a quella partecipata: “Lo Stato – recita l’articolo 3 della costituzione – ha come finalità essenziale la difesa e lo sviluppo della persona e il rispetto della sua dignità, l’esercizio democratico della volontà popolare, la costruzione di una società giusta e amante della pace, la promozione della prosperità e il benessere del popolo e la garanzia della realizzazione di principi, diritti e doveri riconosciuti e istituiti da questa Costituzione. L’educazione e il lavoro sono i processi fondamentali per raggiungere detti fini”.

In un mondo in cui l’1% possiede almeno il 40% delle ricchezze globali, il Venezuela socialista ha optato per un impiego delle risorse volto alla giustizia sociale e al “massimo della felicità possibile”: anche per quelli a cui le classi dominanti riservano solo fatica e dolore. Una preziosa e concreta indicazione di rotta per queste nostre sponde, che attirano e inghiottono, mettendo gli ultimi contro i penultimi, secondo gli schemi del grande capitale internazionale. Negli ultimi anni,  tra gli Stati uniti, il Canada e l’Europa, circa 10.000 persone si sono tolte la vita per i problemi causati dalla crisi economica capitalista. 

Le ultime parole di Chavez, pronunciate dal letto di ospedale, sono state per l’Africa eternamente rapinata. Nella lettera inviata al III Vertice Africa-America latina e Caraibi, che si è svolto nella Guinea Equatoriale a febbraio del 2013, ha scritto: “La strategia neocoloniale è stata, dall’inizio del XIX° secolo, quella di dividere le nazioni più vulnerabili del mondo per sottometterle a rapporti di dipendenza schiavistica. E’ per questo che il Venezuela si è opposto, radicalmente e dall’inizio, all’intervento straniero in Libia, ed è per lo stesso motivo che il Venezuela reitera oggi il suo rifiuto più assoluto di ogni attività di ingerenza della Nato”. Con lo stesso spirito, il Venezuela di Nicolas Maduro ha levato con forza la voce contro l’aggressione israeliana all’eroico popolo di Palestina. Per decisione di Chavez, la Palestina riceve combustibile direttamente e a prezzi solidali.

 

Il Venezuela è ricco di petrolio e risorse naturali, che il governo socialista scambia con beni e servizi: da anni anche i poveri del Bronx ricevono combustibile mediante un progetto di solidarietà internazionale. 

Per questo, e non per culto della personalità – incongruo per chi tenga a una effettiva emancipazione delle classi popolari – vogliamo celebrare il compleanno di Hugo Chavez con i migliori auguri per i nostri ideali, dicendo, insieme alla rivmurales_vene 010 murales_vene 012 murales_vene.0oluzione socialista bolivariana: Tutti siamo Chavez, siamo tutti Chavez. Moltiplicatori di coscienza e di rivoluzione.

Rete di solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana. 

Roma, 28 luglio 2014

Comunicato per il compleanno del Comandante Hugo Chàvez Frìas

Le bombe che piovono su Gaza e sul Donbass non distruggono i legami di solidarietà.

Il 29 Giugno 2014 è nata la Rete di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana, un processo che ha ridato vita alle istanze di trasformazione e giustizia sociale, in controtendenza rispetto alle logiche dominanti nei paesi cosiddetto nord del mondo.

Ad un mese ed un giorno esatti dalla fondazione di questa rete si festeggia il compleanno di Hugo Chavez, presidente del Venezuela scoparso nel marzo 2013. La nostra Rete di Solidarietà ha voluto festeggiarne il compleanno dedicando al sogno che ha guidato i suoi passi l’impegno quotidiano per un nuovo mondo necessario e possibile.

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 Il 28 luglio del 1954 è nato a Sabaneta Hugo Rafael Chavez Frias, presidente del Venezuela, prematuramente scomparso il 5 marzo del 2013. Per certa stampa, un caudillo o un dittatore. Per i popoli del sud del mondo e per le classi popolari, un rivoluzionario e un grande statista, che ha incamminato il suo paese sulla via di un nuovo socialismo.

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